Apocalisse Strindberg
Dice il saggio
August Strindberg
Libri blu
Traduzione e introduzione Franco Perrelli
Carbonio, 2025, pp. 288
€ 18,50
L’edizione italiana di Libri blu di August Strindberg, pubblicata da Carbonio con la curatela e la traduzione di Franco Perrelli, riporta finalmente alla luce uno dei testi più enigmatici e potenti del grande autore svedese, un’opera che fu scritta tra il 1907 e il 1912 (anno della morte di Strindberg) e che rappresenta, a tutti gli effetti, il suo testamento spirituale e intellettuale. Non un libro lineare, ma un vasto zibaldone, una costellazione di oltre 650 frammenti che abbracciano più discipline – dalla filosofia alla matematica, dalla religione alla botanica, dall’astronomia all’occultismo – e che restituiscono il ritratto di un uomo e di un’epoca attraversati da crisi, tensioni, scoperte e rotture. Strindberg, che in queste pagine parla con la voce di un profeta inquieto e insieme di un polemista radicale, alterna invettive feroci e meditazioni mistiche, riflessioni morali e lampi poetici, cercando con ostinazione di “raddrizzare la totalità dello scibile umano” e di smascherare le menzogne della scienza, dell’arte, della filosofia e della società del suo tempo.
Il tono è quello di una confessione senza difese, a tratti apocalittica e visionaria, a tratti sarcastica e spietata, in cui la ricerca di Dio si mescola al rancore per i nemici reali o immaginari, alla delusione per i fallimenti familiari, alla misoginia, al disprezzo per la cultura ufficiale, alla lotta continua con sé stesso e con il mondo. Ci sono pagine di straordinaria forza poetica, che illuminano il dolore, la solitudine, la fede inquieta di Strindberg; e ce ne sono altre che urtano, respingono, talvolta persino scandalizzano, perché cariche di integralismo religioso, di teorie antiscientifiche, di convinzioni che oggi appaiono inaccettabili. Ma è proprio in questa mescolanza di verità e ossessione, di disperazione e ironia, di paradossi e contraddizioni che si coglie la modernità dei Libri blu, il loro rifiuto di ogni dogmatismo e la loro capacità di esprimere il dramma di un uomo che vuole guardare dentro l’abisso e raccontarlo senza sconti.
Franco Perrelli, che da decenni è uno dei massimi studiosi di Strindberg e ne ha già tradotto diverse opere, firma una selezione di grande intelligenza critica: circa un terzo dell’intero corpus, privilegiando i brani di maggior densità letteraria e filosofica e offrendo al lettore italiano un testo di limpida scorrevolezza, accompagnato da un’introduzione che ne ricostruisce il contesto culturale, le fonti, le ossessioni, le ferite. Ne emerge un autore che attraversa il positivismo e l’occultismo, Nietzsche e Swedenborg, la scienza e la teosofia, la satira sociale e l’autoanalisi, per approdare a una religiosità inquieta e personale, intrisa di dubbi e di bisogno di senso.
Libri blu è un libro complesso, contraddittorio, ma di un’attualità sorprendente, perché mostra come la conoscenza possa nascere anche dall’errore, dalla disillusione, dalla messa in crisi di ogni certezza. Leggerlo oggi significa entrare nel laboratorio interiore di uno scrittore che ha fatto della libertà e della sincerità le uniche regole del proprio pensiero, e che ha saputo trasformare la sua lotta con Dio, con la scienza, con la società e con sé stesso in una straordinaria opera di letteratura e di vita.
